L’unicità della grafia come rivelazione della psiche umana: il caso di Guglielmo Marconi attraverso un’analisi grafologica

È possibile delineare una personalità attraverso la calligrafia? La risposta è sì. La psicologa della scrittura e pedagogista Maria Enrica Giardini, nel saggio Guglielmo Marconi: dalla grafia l’uomo e lo scienziato, ci guida alla scoperta di una delle personalità più geniali del Novecento.

Guglielmo Marconi: dalla grafia l’uomo e lo scienziato, saggio pubblicato dalla Casa Editrice Persiani, si propone di analizzare, attraverso lo studio della grafia, una delle personalità di maggior rilievo del panorama italiano e internazionale a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo. A Guglielmo Marconi si deve l’invenzione del sistema di comunicazione wireless (1896), e la successiva collaborazione allo sviluppo delle radiocomunicazioni. Il suo talento, l’arguzia e tenacia furono messi al servizio dell’umanità, offrendole un considerevole e indispensabile contributo per l’evoluzione delle società contemporanee.

Maria Enrica Giardini, autrice del saggio in questione ed esperta in grafologia, si è laureata in Pedagogia, specializzandosi successivamente presso la UIM di Milano in Psicologia della scrittura. Al momento si occupa di “Orientamento all’Università”, adoperando la tecnica della grafologia.

Il saggio è suddiviso in due parti, nelle quali l’autrice ci offre un’analisi grafologica di due lettere redatte dallo scienziato e collocate in due periodi ben distinti: la prima, intitolata “Lettera ad Annie”, risale al 1895, scritta da un appena ventunenne Marconi, mentre la seconda, “Lettera a Beatrice”, fu redatta nel 1923 alla soglia dei suoi cinquanta anni. Il metodo di lavoro dell’autrice si basa quindi sulla dicotomia gioventù/maturità, illustrando uno spaccato dell’evoluzione personale di Guglielmo Marconi. In questo modo, la Giardini permette al lettore di ricreare un tracciato della vita di una personalità indubbiamente illustre, ma pur sempre umana.

L’autrice ha saputo riproporre un argomento complesso con tale naturalezza e semplicità da rendere la lettura di questo saggio non solo gradevole, ma anche estremamente scorrevole. Lo stile divulgativo, la chiara struttura dell’opera, l’impiego di un linguaggio sobrio senza eccessivi tecnicismi (elencati all’inizio dell’opera con la loro rispettiva spiegazione), le frequenti reiterazioni funzionali al fissaggio dei concetti e l’affiancamento delle immagini ai commenti favoriscono la comprensione del testo, rendendolo accessibile a qualsivoglia lettore.

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In sostanza, snocciolando la vita di Marconi attraverso la sua grafia, il saggio auspica a essere una guida per chiunque (pur non avendo conoscenze pregresse) abbia voglia di addentrarsi in questo affascinante mondo, intento a indagare e scoprire la psiche della persona attraverso l’unicità della propria grafia. Data l’universalità dei concetti espressi all’interno dell’opera, quest’ultima trasmette al lettore gli strumenti necessari per poter iniziare ad approcciarsi con sguardo critico allo studio di eventuali altre grafie.

Giada Parisi

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