Ferruccio Fanciullacci

FerrFerruccio Fanciullacciuccio Fanciullacci appartiene al nobile casato pratese Dé Cenciaioli. Si narra che il 3 settembre 1944, giorno in cui fece il suo debutto sul difficile palcoscenico della vita, una luce poderosa, simile alla cometa di Betlemme, illuminò per alcuni istanti la casa della sua blasonata famiglia, lasciando un pulviscolo giallo, a guisa di lira, nel cielo blu di fine estate.

All’età di due anni si esprime, seppur in modo discontinuo, con linguaggio forbito, alle scuole elementari abbraccia il pensiero nichilista e terminate le scuole medie decide di abbandonare il mondo didattico per protesta contro l’inadeguatezza e l’inconsistenza della classe docente, diventando esistenzialista. Decide quindi di dedicarsi all’autoformazione naif, cimentandosi nella composizione musicale – firmando due capolavori come Il Lebbroso e Vecchia mondana – e più tardi nella quinta arte, firmando due pietre miliari della cinematografia mondiale come Sisma, una disgrazia di successo e Il Signore degli eserciti.
Raggiunta la maturità, si rifugia nella pace della scrittura divenendo una delle penne più talentuose della letteratura italiana contemporanea.

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