Chi era Giuseppe “Eppe” Loreta?

Chi era Giuseppe Loreta, detto Eppe, nato e vissuto a Bologna più di un secolo fa? Un brillante astrofilo laureato in economia che con un semplice binocolo dal tetto di casa sua fece scoperte di rilevanza internazionale nel campo dell’astronomia? Una spietata camicia nera che firmava articoli pieni d’odio contro gli ebrei e i “traditori della patria”? Un appassionato speleologo che scoprì una nuova grotta ma che fece intimidire un suo collega dalla milizia fascista? Studioso autodidatta, autore di due libri e di decine di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, Eppe partecipò a convegni di astronomia, corrispondeva con le più importanti personalità dell’epoca, tra cui Filippo Marinetti, e ricevette i complimenti dal Duce in persona per le sue scoperte. Sembrava destinato a un futuro scintillante. Che successe però la sera del 2 (o del 4) febbraio 1945, un paio di mesi prima della fine della guerra, quando Eppe rimase coinvolto in uno scontro a fuoco? Ernesto Guido, astrofilo di Castellammare di Stabia appassionato di storia italiana, si è imbattuto per caso in questa figura affascinante e controversa, e durante i mesi della pandemia, mentre tutti ci lamentavamo della reclusione forzata passando le giornate davanti alle serie TV, ha effettuato una ricerca capillare, contattando musei, istituzioni italiane ed estere, centri di cultura, archivi, giornali d’epoca, antiquari, funzionari e privati cittadini per indagare su questa vicenda da tempo sepolta nelle pieghe del passato. Il risultato è Stelle nere. Giuseppe Loreta brillante astrofilo e camicia nera, un libro che si legge come un romanzo e che contiene, oltre alla storia mai del tutto raccontata di Eppe, decine di storie parallele, curiosità, scorci storici e spunti di riflessione. Il volume è arricchito da immagini e foto d’epoca, ritagli di giornale, disegni e appunti di Eppe, oltre a riproduzioni delle sue osservazioni astronomiche. Un suggestivo disegno di Antonia Cerone introduce il lettore nella Bologna degli anni Trenta e Quaranta, mentre in appendice si possono leggere alcuni scritti di Eppe, perché mai come nel suo caso astronomia e poesia sono stati così vicini. Consiglio caldamente la lettura di Stelle nere, perché oltre a presentare un’ottima cura editoriale racconta una storia coinvolgente e a tratti commovente, che si legge tutta d’un fiato.

Paolo Simonetti
Sapienza Università di Roma

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